Hotel a Tourlos

Un tempo la spiaggia di Tourlos era una delle più amate e frequentate dell’isola di Mikonos a causa della tranquillità della piccola ansa di sabbia e la sua vicinanza al cuore pulsante dell’isola, l’antico centro cittadino di Mikonos Town.

Lungomare a Mikonos
Lungomare a Mikonos

Oggi, grazie anche al fatto che proprio in quest’area, che dista al massimo una trentina di minuti a piedi dal capoluogo, è diventata un frequentato approdo di imbarcazioni, soprattutto quelle di tonnellaggio più elevato come le navi passeggeri e le navi da crociera, la spiaggia risente un po’ del traffico marittimo, in termini di pulizia delle spiagge.

Tuttavia resta una delle spiagge meno frequentate, e quindi più tranquille dell’isola, per chi vuole evitare i bagni di folla delle altre destinazioni balneari di Mikonos. Tourlos è anche molto conosciuta per le tante sistemazioni alberghiere che vi si possono trovare, e che rappresentano una vera fortuna per coloro che vogliono evitare il frastuono di discoteche e disco-bar che tengono svegli gli ospiti degli alberghi e residence più prossimi al centro cittadino ed alla nightlife di Mikonos.

Qui infatti, nelle ore serali regna il silenzio e la pace, e c’è modo quindi per gli ospiti di assaporare con la dovuta atmosfera gli splendidi panorami che offre il mare Egeo intorno all’isola di Mikonos, le isole circostanti, tra le quali svetta la piccola e sacra isola di Delos.

Da Tourlos, con poca strada, sia a piedi che con i mezzi pubblici, che passano con frequenza anche tardi alla sera, si può raggiungere comodamente una delle spiagge più belle dell’isola, Agios Stefanos.

Mulini a vento a Mykonos

Sin dal 16 ° secolo uno degli elementi costitutivi dell’isola di Mikonos è sicuramente stata l’abbondanza dei mulini a vento, che ancora oggi rappresentano una delle attrattive più pittoresche di questa famosa isola delle Cicladi.

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L’importanza dei mulini a vento in passato era notevole, ai tempi in cui la maggior parte della produzione agricola, dal grano alle olive, necessitava di questi ingegnosi edifici e delle loro attrezzature per poter, con la sola forza del vento, macinare e spremere i prodotti della terra, per ricavarne dal grano la farina e dalle olive l’olio.

La posizione strategica dell’isola garantiva un afflusso costante di prodotti da lavorare, sia per gli isolani, sia per chi abitava nelle isole circostanti e sia per coloro che svolgevano lunghi percorsi tra il continente asiatico e l’Europa, Venezia in primo luogo, che qui si fermavano per la lavorazione dei prodotti agricoli.

In passato erano 16, e fino a pochi decenni fa erano ancora tutti funzionanti. Circolari, imbiancati di calce e con il tetto conico di legno si distribuivano in due località, sulla cima dell’antica città medievale, dove sono rimasti tutt’ora, e nella parte bassa della città, facilmente raggiungibili per coloro che vi dovevano accedere via mare.

Questi ultimi oggi non esistono più, l’industrializzazione e le nuove tecniche di macinazione ne hanno decretato la fine funzionale, mentre quelli restanti, che svettano in alto sul paese sono stati trasformati e ristrutturati per diventare suggestive abitazioni e, come nel caso del mulino Bonis, in museo.

Il pellicano Petros a Mykonos

L’isola di Mikonos, con la sua atmosfera cosmopolita, eccentrica ed originale non poteva mancare di avere un’attrazione particolarmente singolare, che, nata fortunosamente una quarantina di anni fa è pian piano diventata uno dei tratti distintivi dell’isola ed una delle attrazioni maggiormente citate anche nelle più blasonate guide di viaggio dell’isola.

Si tratta di Petros il pellicano, che al pari di molti uomini e donne che sono passati dall’isola è stato elevato al rango di vera e propria celebrità locale.

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Il pellicano è stato ritrovato dopo una terribile tempesta che si era abbattuta sull’isola e sui dintorni nel lontano 1954, e da allora, curato e nutrito dagli abitanti, si è insediato sull’isola, ed ha scelto come dimora il lungomare ed il bel quartiere della “piccola Venezia” dove è rimasto fino al giorno della sua morte, 30 anni dopo il fortunoso salvataggio dell’animale.

In tutti questi lunghi anni ha passeggiato lungo le vie della città, diventando in poco tempo uno dei simboli dell’isola, una personalità conosciuta e fotografata da tutti coloro che si avventurano per le vie della città ed una delle mascotte più amate dell’isola.

Il giorno della sua morte gli isolani ed anche i tanti turisti e stranieri che nel corso del tempo hanno eletto quest’isola come meta delle loro vacanze, hanno deciso che la tradizione del pellicano dovesse continuare e perciò alla morte di Petros hanno accolto un nuovo pellicano che, sulle orme del predecessore percorre le vie della città e vola da un tetto all’altro riverito ed amato dagli isolani.

Mulino Boni a Mykonos

Il famoso Mulino Boni di Mikonos, è ancora oggi in perfetto stato conservativo, così com’era quando fu costruito, nel sedicesimo secolo, ed ancora oggi è perfettamente funzionante.

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Attualmente il mulino ospita una parte del Museo del Folklore, con un’esposizione permanente di attrezzature agricole e di utensili della tradizione agricola e contadina dell’isola.

Uno dei panorami più affascinanti delle isole greche è rappresentato dal mare e dalle isole che lo punteggiano, dai bellissimi paesi bianchi di calce decorati da infissi e finestre dipinte di azzurro che si stagliano sulla skyline delle isole, delle chiesette anch’esse bianchissime e con il tetto dipinto in blu, bianco o azzurro che si affacciano sul mare o che svettano sulla cima di rupi e colline per benedire e proteggere.

Ma sicuramente uno degli scorci più suggestivi è rappresentato dai mulini a vento, risalenti all’epoca medievale erano gli edifici in cui, sfruttando la forza del vento, venivano lavorati i prodotti della terra, in particolare la macinazione del grano e la spremitura delle olive.

Anche a Mikonos i mulini a vento, sebbene non sono più come un tempo operativi ed hanno perso la loro funzione, rappresentano una delle attrazioni più amate e visitate dai tanti turisti che affollano durante il periodo estivo questo piccolo gioiello dell’arcipelago delle Cicladi.

Un tempo sull’isola ne erano presenti almeno due decine, perchè erano ampiamente sfruttati sia dalla popolazione locale sia dagli abitanti delle isole vicine. Anche molti vascelli che facevano la spola tra le coste dell’Asia e l’Europa si fermavano talvolta a Mikonos per lavorare i prodotti trasportati, prima di proseguire il viaggio.

Da visitare oltre al mulino Boni restano quelli che svettano sulla parte alta della città, Chora, il capoluogo dell’isola di Mikonos.

Chiesa di Paraportiani

La chiesa di Paraportiani sull’isola di Mikonos è sicuramente una delle più famose strutture 8architettoniche che si possano trovare in Grecia.

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La chiesa è dedicata a Maria Vergine (Panagia in greco) e la sua struttura assolutamente originale, che qualcuno ha provato a descrivere come “il sogno di un pasticcere impazzito” è un vero e proprio capolavoro di architettura, che si può raggiungere inerpicandosi lungo la parte più antica della città, nel cuore del Kastro, inoltrandosi lungo il quartiere di Alefkandra, chiamato anche, curiosamente, “piccola Venezia”, l’insediamento medievale da cui si svilupperà, con il caratteristico labirinto di vicoli e vie strette, la città medievale.

L’incredibile edificio, che svetta con la sua linea abbacinante di calce vicino all’ingresso principale del porto è una delle attrattive più fotografate ed ammirate dai tanti turisti che si recano a Mikonos durante le loro vacanze.

Il suo nome, che significa porta secondaria o porta interna, lo si deve al fatto che la chiesa era situata in una delle antiche aperture del cerchio di mura che un tempo, in epoca medievale, cingevano la città e l’antico forte.

In realtà Paraportiani non è una vera e propria chiesa, ma piuttosto un agglomerato di cinque piccole chiese che, dall’epoca della prima costruzione, nel 1475, sono state costruite, fino al 17° secolo, una vicino all’altra. Le quattro chiese della base sono poi state fuse insieme in maniera da fungere come base per la quinta chiesa, quest’ultima sormontata da una cupola.

Piccola Venezia – Myconos

Piccola Venezia è forse uno dei luoghi più romantici e suggestivi dell’intera isola di Mikonos.

Ricco di case antiche ed eleganti, questo quartiere si diparte dal mare e risale sulla destra verso la parte antica del castello, in un insieme di edifici eleganti e raffinati molti dei quali erano stati fatti costruire dai capitani di vascello e dai marinai più ricchi nel momento in cui, dopo una vita passata a percorrere i mari si ritiravano a godersi la vecchiaia sulla terraferma.

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Il villaggio è particolarmente pittoresco soprattutto nelle sua parte che si sporge sul mare, là dove gli edifici vengono lambiti dalle onde, e dove i balconi si protendono, con le loro strutture in legno direttamente sulle acque.

Le case imbiancate a calce, con le tradizionali finestre dipinte di blu ed azzurro sono uno dei centri di attrazione dei turisti, che qui si recano numerosi soprattutto all’ora del tramonto per godersi uno spettacolo indimenticabile e fantastico. Un’atmosfera magica ed imperdibile che ha fatto si che qui fiorissero molti locali e bar dove si accalcano le folle di visitatori, e dove c’è chi sarebbe disposto a pagare ben più di una sistemazione in un albergo a 5 stelle per poter soggiornare in un posto così fantastico.
E’ uno dei luoghi più amati anche dalla folta comunità di artisti che hanno scelto Mikonos come luogo in cui vivere, ed il pittoresco anfiteatro di case sul mare è da tanti anni ormai un’inesauribile fonte di ispirazione, ritratta sui dipinti che si possono ammirare nelle tante botteghe artistiche e spazi espositivi che si incontrano avventurandosi tra le strette vie del quartiere.

Il Museo Archeologico di Mykonos

Il Museo Archeologico di Mikonos si trova nelle vicinanze del porto commerciale. E’ una visita da non perdere per i tanti preziosi reperti che conserva, provenienti principalmente dalle isole di Rheneia e Delos nonché da Mikonos.

Ceramiche, sculture, statue di marmo e vasi fanno parte della vastissima collezione ospitata nelle sale del museo e questo è sicuramente uno dei più importanti per la raccolta delle testimonianze dell’arte vasaria e della ceramica dell’antica Grecia.

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Il museo è stato costruito nel 1902 per ospitare i reperti della “fossa della Purificazione” un importante ritrovamento di reperti scoperto nel 1898 sull’isola di Rheneia. Inizialmente il museo era inediato in un edificio in stile neoclassico, rimaneggiato nel corso degli anni ’30 ed acui, all’inizio degli anni ’70 è stata aggiunta un padiglione.

Oltre alle ceramiche, sono esposti all’interno del museo statue funerarie, statuine di creta, gioielli ed altri oggetti di piccole dimensioni.

Tra i pezzi più importanti troviamo il “pithos” (in antichità i contenitori utilizzati per conservare olio, vino e grano) decorato in rilievo con scene della guerra di Troia. Si tratta sicuramente di un vaso funerario, ritrovato a Mikonos durante gli scavi di un pozzo, sulla cui superficie si può ammirare la figura del famoso cavallo di legno con il quale i greci espugnarono l’invincibile città.
Altri reperti importanti sono la grande anfora arcaica, la stele tombale di Glycon, quella di Tertia Horaria, la statua di Eracle ritrovata su Rheneia ed una bella statuetta di creta raffigurante una giovane donna.

Da Mikonos a Ios

Le Cicladi sono famose come meta turistica principalmente perchè rappresentano in tutti i sensi quella che è l’immagine da cartolina che tutti noi abbiamo della Grecia, le case imbiancate di calce che si stagliano sul mare blu, i mulini a vento sulla sommità delle colline, gli antichi castelli medievali, spiagge e mare meraviglioso. Chi si reca in vacanza a Mikonos avrà l’opportunità, grazie al fatto che quest’isola si trova proprio nel cuore delle Cicladi di approfittarne per fare escursioni nelle incantevoli isole vicine, ognuna delle quali regala emozioni e soprprese a non finire.

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Tra le possibili mete, ideale per coloro che amano la vita notturna e la scena giovanile movimentata , certamente l’isola di Ios è la più indicata.

Da Mikonos si può agevolmente prendere un traghetto che prima di fare scalo a Ios fa tappa a Paros o a Naxos, ed in circa 4 ore si arriva nell’isola. Le corse soprattutto nel periodo estivo sono frequenti, nell’ordine di due al giorno, anche se bisogna informarsi molto bene sugli orari di partenza. C’è anche un piccolo traghetto che raggiunge Ios direttamente, ma è più difficile ancora trovare l’orario esatto di partenza, e quindi poco indicato per chi ha vuole programmare per bene l’escursione.

Oltre alla vita notturna, Ios è famosa per alcune delle spiagge più incntevoli delle Cicladi, con il vantaggio che, almeno fino alle due del pomeriggio saranno praticamente deserte perchè i tanti giovani che frequentano l’isola, fino a quell’ora non si faranno vedere perchè devono recuperare le forze dalle lunghe notti passate a ballare fino all’alba.

Da visitare anche quella che gli abitanti dell’isola sostengono essere la tomba di Omero, anche se di essa non è rimasto granchè.

Da Mykonos a Ikaria

Sono in molti a sostenere che Ikaria sia una tra le più belle isole della Grecia, e quindi coloro che sono in vacanza nelle Cicladi, a Mikonos per esempio, non dovrebbero farsi scappare l’occasione di verificare con i propri occhi se quanto si dice corrisponde a verità.

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Vuole la leggenda che questa sia l’isola in cui precipitò Icaro, in fuga insieme con il padre Dedalo dal labirinto in cui entrambi erano stati rinchiusi. Il giovane, come sanno tutti coloro che conoscono la storia di Icaro, aveva voluto volare verso il sole ma le sue ali di cera si erano sciolte al calore facendolo precipitare.

L’isola è molto aspra e selvaggia, l’ideale per chi è alla ricerca di luoghi genuini ed incontaminati. Anche la popolazione, che vive in piccoli villaggi sparsi lungo la costa è molto genuina ed accogliente, l’ideale per chi vuole gustare i sapori della Grecia non contaminata dal grande flusso di turisti che affollano altre isole più note. Da Mikonos ci sono diverse opportunità di raggiungere l’isola in traghetto, ed il viaggio non dura che qualche ora.

Le spiagge di Ikaria sono in sintonia con lo spirito dell’isola, belle e solitarie, regalano emozioni a non finire a chi le scopre.

Sebbene non ci sia un grande afflusso di turisti internazionali, nel periodo estivo, soprattutto in luglio ed agosto è presa d’assalto dai turisti greci che approfittano dell’occasione soprattutto per i bagni termali di Therma, che sono famosi in tutta la Grecia.

Caicchi a Mykonos

Il caicco deve la sua origine ai turchi, che la usavano come barca da pesca e da lavoro. Caratteristica principale di questa imbarcazione, rispetto alle altre presenti nel Mediterraneo orientale è la sua forma allargata particolarmente spaziosa ed i due alberi per le vele.

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La loro antica funzione, una volta nate le barche a motore si è piano piano ridotta, ma il caicco ha trovato modo di sopravvivere e, anzi di veder rilanciata la sua presenza nei mari grazie proprio alla sua struttura, in grado di poter accogliere diverse persone, fino a due decine, offrendo a loro le comodità di una imbarcazione da crociera. E’ per questo motivo che oggi in molte isole greche, e sulla costa turca chi si recherà in vacanza potrà trovarne diverse decine ancorate ai moli, in attesa di accogliere gli escursionisti.Non c’è di certo da aspettarsi un viaggio a vela però, sebbene in molti casi esse vengono ancora, in parte, dispiegate, i caicchi funzionano prevalentemente a motore, e semmai la funzione della vela è quella di stabilizzare ulteriormente l’imbarcazione in presenza di mare mosso.

Il vantaggio inoltre è quello di essere particolarmente agili e di potersi fermare per la notte anche in baie dove il fondale è relativamente basso grazie alla chiglia non profonda.

A Mykonos di caicchi se ne possono trovare a decine, e sono particolarmente utili per raggiungere località e spiaggette che non sono accessibili via terra. Da Mikonos poi si può addirittura intraprendere una mini crociera per esplorare le isole circostanti, regalandosi in questo modo una vacanza di sogno.